martedì 2 novembre 2010
martedì 19 ottobre 2010
J.A.S.T. da domani in tutte le librerie!

giovedì 14 ottobre 2010
Booktrailer!!!
mercoledì 6 ottobre 2010
Il Divoratore alla Fiera di Francoforte, che meraviglia

"Il divoratore" uscirà in Italia il 20 gennaio 2011, ma Newton Compton ha già venduto i diritti...
"Uscirà in Italia il 20 gennaio, ma "Il divoratore", romanzo d'esordio di Lorenza Ghinelli, classe '81, ha subito conquistato gli addetti ai lavori alla Fiera del Libro di Francoforte. La Newton Compton ci tiene a far saper che "dopo appena due ore dalla presentazione del romanzo agli editori, sono state già chiuse importanti trattative". Numerose, infatti, "le offerte che stanno arrivando per l'acquisto dei diritti esteri del libro". La casa editrice romana ha già chiuso l'accordo con il gruppo editoriale Suma de letras, per la Spagna e l'America Latina. E' stata chiusa anche la trattativa per il Brasile, con l'editore Objetiva del gruppo Santillana. Per la Francia e la Germania si andrà all'asta. E c'è molto interesse anche in Inghilterra...".
Che dire: MERAVIGLIOSO.
Un grazie di cuore ad Alessandra Penna, la fantastica editor di Newton Compton che ha creduto da subito nel mio lavoro. Grazie alla Newton Compton. Grazie ai miei meravigliosi agenti, grazie a Valerio Evangelisti e infine grazie a Gordiano Lupi, che nel 2008 fu il primo a pubblicarmi e a rendere possibile questo sogno.
L.
lunedì 20 settembre 2010
J.A.S.T.
J.A.S.T. (Jast another spy tale), è un'opera a cui la sottoscritta Simone Sarasso e Daniele Rudoni hanno lavorato sodo. Uscirà il 20 ottobre 2010 per Marsilio...Ma Il Sole 24 Ore già ne parla.
domenica 11 aprile 2010
Il Divoratore...
L.
giovedì 6 novembre 2008
Delle madri e di altre catastrofi...
Incominciamo a raccontare una vera storia del terrore: l'ambientazione è nella città di *********, per essere più precisi l'azione si svolge nella libreria *****, la cui proprietaria si chiama *******.Gli altri due personaggi sono una madre e un figlio sui tredici anni.
Ottimo. Ora che la location e i personaggi sono stati resi pubblici possiamo iniziare.
"La vuoi sapere una cosa?" mi dice *******, la proprietaria della libreria *****.
Certo che la voglio sapere.
E lei me la dice.
Una madre e un figlio sui tredici anni, il giorno prima, perlustrano la libreria ***** in cerca di carburante narrativo per rinvigorire la materia cerebrale: alias libri. Libri sul genere di quelli che piacciono a me. Libri sul genere di quelli che mi piace scrivere.
*******, la proprietaria della libreria *****, donna sublime, propone Il Divoratore, il mio romanzo, appunto.
La madre e il figlio entusiasti comprano. Escono. Rincasano. Leggono le prime pagine e...
RESTITUISCONO.
Perché?
PAROLACCE. Il mio libro è sotto processo, l’accusa è infamante: PAROLACCE. Il tribunale materno condanna Il Divoratore all’estradizione.
Senza il minimo gesto d’affetto, il libro viene riportato nella libreria di *****.
E la signora dice: “peccato perché la storia lo interessava, ma le parolacce…”
La scrittrice insorge: l’urlo è muto, le dita fracassano la tastiera del pc.
Ora. Qualche parolaccia c’è. Ma il punto è un altro. Non è che la scrittrice le ha sparse, come si dice, "a gratis". Le parolacce non appartengono alla voce narrante, absolutly not! Appartengono a un paio di personaggi (tredicenni) che parlano come parlano i tredicenni in certi contesti.
O meglio, che parlano come il figlio della signora che ha comprato e bistrattato il libro nella libreria *****.
Lancio un appello alle madri: ma questi figli li vogliamo difendere dai pericoli veri o dai mulini a vento?
Perché a questo punto proporrei di lanciare i televisori dal terrazzo, bruciare le radio, tornare all’epoca fantascientifica del capolavoro Fahrenheit
Io credo ne valga la pena. I roghi non servono a nessuno. Il grande fratello, la talpa, l’isola dei famosi, le risse in parlamento, il papa che veste Prada, politiche fraudolente, guerre ingiustificate, discriminazioni razziali, famiglie consumatrici che consumano domeniche nei centri commerciali, pubblicità che strumentalizzano Gandhi, ma che tutti guardano con l’occhio lucido perché sembra parlino di pace nel mondo… Eppure queste cose sembrano disturbare meno madri e padri. E la cosa mi preoccupa.
Il Divoratore ha un contenuto EDUCATIVO, ma non si nasconde dietro falsi moralismi. Una storia, quando è vera, rinuncia volentieri a ipocrisie e a un rassicurante sorriso di facciata.
Si chiama Il Divoratore, non si chiama “Il profumato pomeriggio del topolino Tommy”.
È una scommessa. Una sfida. Un invito ai ragazzi e agli adulti. Si parla di paure.
E la mamma si è spaventata a mio avviso più del figlio.
Accetto che il mio libro possa piacere e non piacere. Possa essere amato o possa fare schifo. Ma non accetto un pregiudizio simile come quello delle PAROLACCE.
La volgarità sta da un’altra parte. E i media ci hanno abituato così bene che nemmeno ce ne rendiamo più conto.
Ora, madri, prima di correre dall’esorcista, fermatevi e leggete, interrogate il libro prima di processarlo, dentro troverete anche i vostri figli. E forse, li capirete meglio.